sabato 29 settembre 2012

Une femme est une femme. (Jean-Luc Godard)





*1961
Francia 
Regia di Jean-Luc Godard, ma nato da una idea di Geneviève Cluny.
Titolo italiano: La donna è donna.
Interpreti:
Anna Karina, Jean-Claude Brialy, Jean-Paul Belmondo, Marie Dubois, Nicole Paquin, Marrion Sarraut, Ernest Menzer, Jeanne Moreau, Catherine Dempngeot

sabato 16 giugno 2012

FRANCESCA WOODMAN. some disordered face




Il suo periodo romano è quello che preferisco.
Così lo scorso giugno mi sono recata a Roma, alla libreria Museo del Louvre, per assistere alla mostra dedicata a Francesca Woodman. (Galleria che consiglio di visitare a un pò tutti)
Di fronte alle sue fotografie sono rimasta semplicemente senza parole. È lei. Americana. Morta suicida all’età di 22 anni.
Il primo scatto fu un suo autoritratto, la folta chioma di capelli le nascose quasi per caso il volto. I suoi autoritratti portano con sé quel disagio interiore che lei conosce bene, anche fin troppo, ma che celano un desiderio di custodire la sua adolescenza, la sua spontaneità, la sua purezza. Francesca. E i corpi. Presenti allo scatto, una volta catturata la loro vera essenza, si trasformano in un’immagine onirica. Francesca. Gli oggetti e gli ambienti domestici. Cucine fatiscenti, ambientazioni decadenti, dove gli oggetti assumono la stessa importanza dei corpi. Un’armonia quasi totale. Come se l’oggetto riuscisse a rivelare ciò che il corpo non può fare.
Nella piccola mostra a Roma è venuta fuori una ragazza innamorata. Una Francesca che non avrei immaginato di scoprire. Pensavo di trovare una ragazza timida, chiusa nei confronti della vita e, invece, ho iniziato a leggere lettere e disegni di una Francesca curiosa e vitale. La Francesca che gioca con la propria ombra, che magicamente appare velata di fronte alla finestra, per un momento non c’è. È da qualche altra parte. In qualche altra fotografia. Ma nel frattempo ho continuato ad osservare una ragazza, seduta ad un tavolo, mentre sorseggia una tazza di tea.

2011 - Roma
> articolo per Accade n*2 (2011)


domenica 3 giugno 2012

Rihanna ft Coldplay


Va bene quando duetti con Eminem, e ci fai persino un video con la Fox.

Va benissimo. Ci sta l'odio per una amore finito.

Va bene quando hai duettato con i Maroon 5. Ti ho perdonata. 
Eri ancora piccina. Ma sappi che quella canzone l'ho sentita una sola volta solo perchè c'eri anche te.
Va bene quando hai duettato con T.I. in "Live your life", vorrei dimenticarlo ma su you tube c'è sempre, è sempre li.
Non ricordi i vecchi tempi in cui duettavi con Jay-z in Umbrella?
Poi finalmente.. 
Inizi duetti con Ne-Yo, e il mio cuore ha riniziato a battere forte per te in "Hate that I love you".
Poi un nuovo duetto con Jay-z in "Run this town".
Un duetto con TIMBERLAKE in "Rehab".
Ed infine con DRAKE in "What's my name".
Tu questo non lo sai, ma quel brano è la mia sveglia al mattino, 
E proprio quando mi convinco che ti sia finalmente ripresa, vado su you tube sperando in un nuovo duetto strafigo con Jay-z, ed invece, chi mi trovo al suo posto? 
I Coldplay.
I Coldplay?
Ma da dove sono sbucati?
Non aggiungo altro, il video parla da sè.

sabato 26 maggio 2012

Maria Minerva - Noble Savage


*2011
12″ / 
Maria Minerva - Noble Savage

Come si narra sui libri Maria Minerva era la Dea romana protettrice delle arti e della musica, la nostra Maria Minerva, invece, è nata a Tallinn per poi trasferirsi a Londra. 
Nel 2011 ci regala un disco meraviglioso, un pò più elettro-tribal dance e un pò meno malinconico rispetto a quello precedente uscito per la Not Not Fun "Cabaret Cixous", Noble Sauvage esce per la nuova etichetta di LA Vampires 100% Silk.


mercoledì 23 maggio 2012

GIRLS - HBO



Forse non è un caso che la serie inizi con una delle quattro protagoniste Hannah Horvath, interpretata da Lena Dunham, dove a cena con i propri genitori viene a sapere che il suo mantenimento per una "groovy lifestyle" verrà azzerata dal giorno successivo. 

Scrittrice di un libro non ancora completato e staggista non retribuita, la povera tenera Hannah, come succede spesso nella vita reale, si troverà senza lavoro non appena chiederà un piccolo rimborso spese al capo. 
A farle compagnia si sviluppano le storie delle sue tre amiche, la prima, amica e coinquilina Marnie, Allison Williams, gentile e un po’ troppo moderata, è in crisi con lo storico ragazzo del college, che non trova il coraggio di lasciare perchè per lei oramai è diventatato un ragazzo repellente, e con cui convive nella stessa casa assieme ad Hannah. 
Poi c'è  Jessa, Jemima Kirke, la mia preferita dopo Hannah, bohemien disinvolta dove, appena tornata a NY, dopo un periodo trascorso in Europa, farà da babysitter e avrà a che fare con il padre dei bambini in crisi di mezz'età. Infine c'è Shoshanna, interpretata da Zosia Mamet, cugina di Jessa, immatura e con un caricatura da ragazza 14enne piena di colori e di luoghi comuni, alla ricerca del suo primo ragazzo.

Chi pensa che sia il successivo clone di Sex and the City potrebbe anche avere ragione. Molte sono le similitudini e la prima che non passa in osservato per esempio è che la stessa Hannah vorrebbe diventare una scrittrice, ed è convinta di essere la nuova voce dei giovani.
Ma le quattro ragazze di Brooklyn, post college, alle prese con i primi lavori, che vivono in monolocali e che vestono abiti di Zara ed H&M offrono uno specchio generazionale del tutto diverso e più reale da quello che vivevano Carrie, Samantha e compagnia bella. 
Chissene frega delle scarpe firmate, dei vestitini di Cavalli, dei mille manhattan bevuti, Girls è ironico, sotto un certo punto di vista grottesco con cornici fatte da ciccia corporea, di droghe bevute con il tea, di aborti, di sesso casuale e di sesso che non eccita, e di infiniti colloqui di lavoro finiti sempre peggio.
viva la vita reale.

sabato 31 marzo 2012

Hüsker Dü - Never Talking to You Again


* 1984
Zen Arcade - Hüsker Dü

There are things that I'd like to say
But I'm never talking to you again
There's things that I'd like to phrase some way
But I'm never talking to you again

I'm never talking to you again
I'm never talking to you
I'm tired of wasting all my time
Trying to talk to you

I'd put you down where you belong
But I'm never talking to you again
I'd show you everywhere you're wrong
But I'm never talking to you again